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Ho vissuto a Modena quasi due anni, poco meno. Sono stato legato a questa città da un contratto a tempo determinato e per la maggior parte del tempo da poco altro.

Prima di Modena ho sempre vissuto in Umbria, quasi sempre con i miei. Tranne i tre anni di università a Perugia, ma tendo a non contarli, tornavo ogni weekend a casa.

Ora capisco che proprio in quel periodo sviluppai un forte bisogno d’indipendenza. Ho dei genitori fantastici e ho sempre cercato di pesare sulle loro spalle il meno possibile. Modena fu il primo grande salto.

Indipendence

Trovare casa in una città sconosciuta, mentre già lavoravo facendo avanti e indietro da Bologna, ospitato da un mio carissimo amico con cui sarò sempre in debito. Da solo, in maniera indipendente, è stata una delle più grandi difficoltà che abbia mai affrontato. Anche perché volevo fare tutto, sempre da solo, senza chiedere aiuto ai miei genitori e per ben due volte ho rischiato di perdere tutti i miei risparmi per delle frode immobiliari.

Alla fine ne venni fuori vittorioso. Trovai una bella camera vicino al posto di lavoro, iniziai a prendermi cura di me stesso, a pagare le bollette e tenere d’occhio le scadenze.
Il primo impatto con l’indipendenza mi ricorda sempre lo schiaffo di un’onda; se superi l’impatto iniziale tenendo il fiato e gli occhi chiusi, poi ci scivoli dentro e ti accorgi che è bello, quasi non vorresti riemergere dalla spuma.

responsibility

Modena è stata un punto di svolta per me. Avrò per sempre emozioni contrastanti per questa città. E’ stata deprimente, grigia, noiosa. Il mio bastione della solitudine.
E’ anche stata radiosa; con i suoi tramonti estivi resi assurdi dallo smog.

E’ stato il periodo in cui ho conosciuto più persone in assoluto. Lavoravo dal lunedì al venerdì e ogni weekend partivo per qualche collaborazione con Yallers in giro per l’Italia e il mondo. Era una fuga, scappavo.

run away

Le persone hanno cambiato la percezione che avevo di Modena. Ogni città, per quanto bella possa sembrare, sarà sempre ostile e fredda senza le persone giuste.
Sono loro che ho messo negli scatoloni tra le mutande e i miei libri.

 

Ho lasciato Modena con il cuore pesante.

 

Il secondo trasloco è stato molto più facile del primo, ogni cosa lo è stata. Sapevo come comportarmi e non ero più solo. Ne dentro ne fuori di me.

Lecco

Sto ancora studiando Lecco, non mi fido ancora di lei. Ho paura che dietro queste montagne sprezzanti si nascondano persone infide, che tra il colore del tramonto sul lago si celino sorrisi finti.

Ma mentre edito solo in casa, mentre dormo, mentre vado al lavoro a piedi, le montagne mi attirano a loro. Sento posti segreti chiamarmi da lontano, sorrido. Partiamo.