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Dolomiti pt.1

Gear

PhotoSEL BG402 Backpack
Sony Alpha 7 mark 2
Sammyang 14 mm 2.8
Manfrotto
Mountains clothes
minolta 55 mm f1.7

The first Yallers experience

Andiamo a farci tre giorni a Braies” e giù a ridere. Attraversare mezza Italia, passare più tempo in macchina che nel posto, non fermarsi mai. Fanno parte delle scuse più comuni che ti fermano dal dire “andiamo“. Poi qualcuno inizia a dire “Io ci sto” , altri “Se andate io vengo“. E tutto si mette in moto. Si sorpassa il dosso iniziale, i dubbi scompaiono e appare la voglia di scoprire posti nuovi.

Più o meno è andata così. Più o meno è come va sempre per noi. Slanci immensi, immense fughe dalla quotidianità. Tutto per scappare dalla comfort zone; che protegge, ma limita; che se uno ci pensa sembra veramente la caverna di Platone dei nostri giorni. Che nasconde i veri colori; che con le sue abitudini ti vizia a dormire e fermarti.

La fuga a Braies è solo un esempio. Uno degli esperimenti meglio riusciti. Tre giorni. Solo tre giorni per esplorare il lago di Instagram e gustarsi un po’ di Dolomiti. Più di 15 ore di macchina, più di 1500 km. Sono numeri che fanno paura. Ma parti lo stesso. Spinto dagli altri, spinto dalla voglia di qualcosa di nuovo. Ed è questo che fa Yallers. Ti sprona, ti spinge, ti fa venire quel leggero prurito sotto i piedi; quella voglia di andare e scoprire

Primo Giorno

Arrivi all’hotel stanco e pensi di voler solamente dormire. Fuori ululano le montagne. È notte, fa terribilmente freddo. Non hai l’attrezzatura adatta. È la tua prima volta. Intanto le montagne continuano ad ululare. Sembrano prenderti all’amo da dietro il collo. Sembrano tirarti fuori a peso morto. Sei stanco e andresti tranquillamente a letto, tappandoti le orecchie tra i cuscini della camera. Gli altri però decidono di far finta di non essere stanchi. Vogliono sfruttare ogni attimo e andare a fare delle notturne al lago. Allora abbassi le mani e ascolti le montagne, e dentro inizi a ringraziarli. Perché forse è la prima volta che ti lasci andare a quella voglia e non ascolti la stanchezza.

Ti trovi davanti al lago, con la luna fortissima che illumina tutto. È un’atmosfera surreale. Siete solo voi e le fotocamere in un posto che solitamente è pieno di persone ad ogni ora del giorno.

Fa freddissimo perché ovviamente non sei abbastanza preparato alla montagna. Ma è solo un fastidio. Il posto é troppo bello e tu hai superato i tuoi limiti; non sei andato a dormire e ti sei spinto più lontano. Non ti importa nemmeno delle foto, tanto già ne é valsa la pena. Saresti contento anche con la sd vuota. Ormai sei un cane sciolto, siete tu e la montagna che si riflette nel lago. Le ombre della foresta che si riempiono degli schiamazzi dei tuoi amici che ridono perché il posto é troppo bello e anche loro sono soddisfatti, nonostante chilometri e stanchezza. Lo senti.

 

Sarebbe abbastanza per rallentare, per riposarsi. Ci vorrebbe una bella dormita fino a tarda mattinata. La montagna nel lago continua a chiamare e anche la voglia di spingersi più lontano ti fa sentire in discesa.

Braies in notturna

Secondo Giorno

Photographer silhouette at sunset in mountains

Così si dormono poche ore e si torna al lago per l’alba. Quello schiudersi di colori, lentamente, scivolando sulla superficie del lago; ci accende gli Occhi. È lo slancio giusto. Ci riempiamo del lago e schizziamo alle tre cime, giusto 38 km, giusto un’oretta di macchina.

 

 

Tramonto alle tre cime. Nemmeno sapevamo che tra il parcheggio e il rifugio Locatelli ci separasse una bella sessione di trekking. Pesanti con la nostra attrezzatura fotografica, con i vestiti invernali e la stanchezza. Eravamo avidi, l’alba ci aveva affamato. Cercavamo ancora quelle sfumature, non ne avevamo ancora abbastanza.

 

Fu uno dei tramonti più belli di sempre. Con il fiato corto e le iridi dilatate. Riempimmo ogni sd a nostra disposizione. Rimanemmo fino a che il sole non tramontò completamente e dovemmo ritornare al parcheggio con le torce.

La sera ci rifugiammo in un bel ristorante tipico sul lago di Misurina, veramente stanchi morti.

Terzo Giorno

L’ultimo giorno eravamo saturi di bellezza. L’imminente partenza premeva sulle nostre spalle e ci spingeva a sfruttare ogni singolo momento.

Con i chilometri contro riuscimmo comunque ad avere un assaggio di Val di Funes, con Santa Magdalena e la caratteristica chiesa di San Giovanni in Ranui. Non contenti fermammo pure a Torbole sulla via del ritorno e catturammo sui sensori delle nostre macchine un bellissimo tramonto a Malcesine.

 

I posti nuovi, i nuovi colori, i chilometri che corrono e il tempo che non basta mai. Sono alla base delle nostre vacanze. Anche volendo, non sapremmo come fare a fermarci. C’è troppo da vedere, troppo da sentire proprio lì, dietro quell’angolo. Sono gli stessi posti di cui senti dietro la nuca il richiamo ogni momento della giornata.

Noi ci arrendiamo a quel richiamo ogni volta che possiamo. Seguiamo una corrente che non sappiamo nemmeno dove ci porterà alla fine. É un vizio, una dipendenza, chilometro dopo chilometro, curva dopo curva, tramonto dopo alba dopo tramonto dopo alba. Insieme ci spingiamo a vicenda, siamo una catena che scorre verso il prossimo posto. Lontani dai luoghi comuni e al limite dell’avventura. Via dalla routine e dentro a tutte le cose ed esperienze che fuori non aspettano altro che noi. E’ questo essere Yallers.

101 foto prodotte
1560 chilometri percorsi
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