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Corno alle scale

La scoperta del parco naturale Corno alle Scale avvenne in modo del tutto casuale.

Era un pomeriggio come tanti; percorrevamo la strada che porta da Modena al Cimone fermandoci ogni volta che trovavamo qualche posto interessante per fare un po’ di product photography. In particolare dovevamo preparare delle foto per il lancio di un nuovo navigatore.

A lavoro concluso il sole era ancora alto sopra le nuvole spesse e basse. Decidemmo di continuare lungo la strada per respirare ancora un po’ d’aria di montagna.

 

La strada verso il Cimone è tortuosa ma bassa, piana, e mentre proseguivavamo si stagliava sulla sinistra un’altra montagna. Era scura contro le nuvole chiare, quasi minacciosa, affascinante. Cambiammo strada.

 

La strada saliva, la vegetazione cambiava, la luce si fletteva trovando la sua via attraverso i tronchi alti. Arrivammo ad un ampio parcheggio, un impianto sciistico chiuso, quasi spettrale.

 

La luce era inghiottita quasi completamente dai cumulonembi, il vento era fortissimo. Su di un cartello leggemmo “Corno alle Scale SKI”. Non avevamo mai sentito di quel posto. Decidemmo di salire.

D’altronde il percorso sembrava semplice. Appena dietro il parcheggio, ai lati della pista una salita portava ad un percorso acciottolato. Man mano che camminavamo il paesaggio era sempre più assurdo.

 

Banchi di nuvole ci attraversavano velocemente la strada. Non sembrava di essere in Emilia Romagna, ma in Scozia o Islanda.

 

Volevamo arrivare alla cima, eravamo spinti da quell’atmosfera. Era maggio 2019, sparsi sotto le ombre resistevano cumuli di neve.

Alcune volte i posti cambiano secondo luce e stagione. Sono momenti rari, preziosissimi per noi fotografi. Le nostre menti si proiettano nel luogo e nel prisma delle sue storie.

Ci fermammo al primo rifugio. Il tempo stava peggiorando e non eravamo attrezzati. Eravamo comunque pieni di luce pesante, di prospettive, di un posto nascosto che difficilmente si ripresenterà. Staccato dalla geografia e dalle mappe, in un tempo segreto.

Il nostro percorso effettivo fu dalla Baita del sole ( parcheggio ) al rifugio Le Malghe. Appena un centinaio di metri di dislivello, fattibile in poche decine di minuti senza fermarsi a far foto.

Se avessimo continuato quel percorso saremmo arrivati al lago Scaffaiolo, ma questa è un’altra storia